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A cura del Comitato Scientifico

Farmaci intravitreali, cosa sono e come si somministrano

AUTORE: Dr.ssa Stela Vujosevic

I farmaci anti-VEGF o anti-angiogenici somministrati per via intravitreale sono attualmente considerati lo standard di riferimento nel trattamento di alcune patologie della retina.
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Introduzione generale.

I farmaci anti-VEGF o anti-angiogenici somministrati per via intravitreale sono attualmente considerati lo standard di riferimento nel trattamento di alcune patologie della retina o, più colloquialmente, maculopatie essudative,  causate da vasi sanguigni anomali che sanguinano o perdono liquido nella macula. La macula è un’area piccola ma estremamente importante situata al centro della retina, a livello del fondo dell’occhio, che ci permette di distinguere nitidamente le immagini e vedere i colori. L’accumulo patologico di fluido a livello della macula è dannoso e può compromettere più o meno gravemente la visione centrale necessaria per distinguere i dettagli più fini al centro di un’immagine, per esempio leggere, riconoscere i volti delle persone, o guidare.

Le iniezioni intravitreali di anti-VEGF servono a bloccare la crescita di questi vasi sanguigni e limitare la fuoriuscita di fluidi nella parte posteriore dell’occhio. Questo trattamento è sicuro e particolarmente efficace nel preservare e, in alcuni casi, migliorare la visione centrale.

Quali malattie retiniche possono essere trattate con i farmaci anti-VEGF.

Le patologie retiniche che possono essere trattate con questi farmaci sono:

  • La degenerazione maculare senile essudativa o neovascolare
  • L’edema maculare diabetico
  • La neovascolarizzazione coroideale miopica
  • L’occlusione vascolare retinica
  • Altre specifiche patologie che provochino la fuoriuscita di fluido a livello della retina

Come funzionano i farmaci anti-VEGF.

I farmaci anti-VEGF possono rallentare la crescita dei vasi sanguigni anomali e la fuoriuscita di liquidi nella retina perché bloccano il VEGF. Il VEGF, acronimo di fattore di crescita dell’endotelio vascolare, serve principalmente a produrre nuovi vasi sanguigni secondo un processo definito neoangiogenesi, e dovrebbe essere prodotto dalle cellule solo quando il corpo ne ha bisogno.

In condizioni patologiche dell’occhio, può succedere che le cellule della retina producano VEGF in eccesso. Questa sovrapproduzione favorisce quindi l’aumento della permeabilità dei piccoli vasi sanguigni retinici e la crescita di vasi sanguigni anomali che, sanguinando ed essudando fluidi, danneggiano la macula e compromettono la vista. I farmaci anti-VEGF sono utilizzati per bloccare questo processo patologico di neoangiogenesi e diminuire l’anomala permeabilità dei vasi sanguigni, con l’obiettivo di prevenire o limitare il danno alla macula, quindi la perdita della visione centrale.

Come avviene l’iniezione intravitreale di anti-VEGF.

I farmaci anti-VEGF si somministrano direttamente nel bulbo oculare mediante iniezioni nella sclera, la parte bianca dell’occhio. Attraverso un’apposita siringa sterile con un ago molto sottile, il farmaco viene iniettato nel vitreo, il gel trasparente che riempie l’occhio e sta a contatto con la retina. Queste iniezioni vengono praticate in sala operatoria o in ambulatori chirurgici dedicati, in condizioni di massima sterilità. Prima della somministrazione del farmaco, l’occhio del paziente viene anestetizzato con gocce di anestetico locale e disinfettato.

La procedura si conclude in pochi minuti, ma l’iniezione intravitreale stessa dura meno di 20 secondi. Per questo, il trattamento è solitamente molto rapido e indolore.

Cosa succede dopo il trattamento con i farmaci anti-VEGF.

Dopo l’iniezione intravitreale di farmaco, è comune avvertire un lieve fastidio all’occhio ed è possibile vedere una piccola “macchia” scura, dovuta al farmaco stesso dentro al vitreo dell’occhio, che normalmente scompare nell’arco di 1-2 giorni. Potrebbe comparire anche un’emorragia subcongiuntivale, una macchia di sangue visibile sull’occhio, nell’area del punto dell’iniezione. Non è una condizione pericolosa per la vista e scompare comunemente dopo qualche giorno.

Le complicazioni dopo le iniezioni oculari sono rare. Tuttavia, è opportuno recarsi dal proprio oculista se, in seguito all’iniezione intravitreale:

  • Si avverte un dolore o fastidio importante all’occhio
  • Si nota una maggiore difficoltà nella visione
  • Si avverte la presenza di molte “mosche nere” nella visione, dette miodesopsie

Prima e dopo il trattamento con i farmaci anti-VEGF.

Nella maggior parte dei casi, il trattamento con i farmaci anti-VEGF richiede numerose iniezioni intravitreali che devono essere eseguite a intervalli regolari di quattro o più settimane. La durata dell’intervallo e la necessità del trattamento vengono stabilite dallo specialista della retina durante le visite pre- e post-operatorie con accurate valutazioni oculistiche ed esecuzione di esami diagnostici strumentali, come l’OCT, per attestare l’andamento della malattia retinica.

Per garantire il mantenimento dei benefici del trattamento, è opportuno sottoporsi a frequenti automonitoraggi, regolari visite oculistiche e seguire i trattamenti prescritti.

Iniezione intravitreale con farmaco anti-VEGF; crediti: eyedocs.co.uk

AUTORE: Dr.ssa Stela Vujosevic

Responsabile UO Retina Medica IRCCS MultiMedica Milano